COVID – 19 / Strumenti di supporto nei rapporti con gli istituti finanziari

Con la presente informativa vogliamo porre l’attenzione sulle opportunità concesse dai due provvedimenti emanati dal Governo in relazione all’emergenza Covid-19 e legate alle difficoltà di liquidità che le imprese stanno affrontando.
I due provvedimenti a cui ci riferiamo sono il DL 18/2020, denominato “Cura Italia” ed il DL 23/2020, denominato “Decreto liquidità”.
Entrambi i provvedimenti sono “Decreti Legge”, quindi immediatamente in vigore, ma soggetti a conversione in legge entro 60 giorni, con possibili modifiche.
Le disposizioni a favore delle imprese si articolano in 4 grandi macro aree, ognuna delle quali ha poi diversi percorsi attuativi.
In questa sede ci limitiamo ad elencarli in modo generale, rimanendo a disposizione per approfondimenti singoli e mirati alle esigenze operative di ciascuno.

  1. Sospensione finanziamenti bancari
    Il DL 18/2020 per primo ha previsto la possibilità, per le imprese che abbiano subito in via temporanea carenze di liquidità a causa di Covid-19, di richiedere agli istituti di credito, con valenza dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 30 settembre 2020:
    a) la sospensione della possibilità di revoca dei fidi in essere;
    b) la proroga della scadenza dei prestiti in essere con scadenza contrattuale prima del 30 settembre (prestiti che prevedono rimborso ad una data fissa, non rateali);
    c) la sospensione del pagamento della rata (capitale, interesse o entrambe) dei prestiti rateali in essere;
  2. Moratoria ABI
    Accanto alla agevolazione prevista al punto precedente le imprese possono accedere anche ad un’altra forma di aiuto prevista dall’ABI che prevede una moratoria dei prestiti in essere: tale forma tecnica prevede la possibilità di sospendere il pagamento della sola parte di capitale delle rate di prestiti in essere con gli istituti di credito. La moratoria è riferita ai finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19”. La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta fino a un anno. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui), anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare. In questo ultimo caso, la sospensione riguarda la sola quota capitale implicita dei canoni di leasing.
  3. Nuova liquidità Il DL 23 dell’8/4/2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 94/2020, vista la straordinaria urgenza dovuta all’emergenza da Covid-19, ha inoltre introdotto misure a sostegno della liquidità delle imprese, dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti.
    Tutte le forme di aiuto si riferiscono alla concessione di garanzie da parte dello Stato a fronte di nuovi finanziamenti (debito con obbligo di restituzione) erogati dagli istituti finanziari alle imprese. Il provvedimento in questione si articola, per la parte che concerne gli aiuti finanziari, in due direttive principali: 1. Articolo 1 – Misure temporanee per il sostegno alla liquidità delle imprese (SACE) Si prevedono tre fasce di garanzia (non gratuite): – la prima è Garanzia statale che copre il 90% del prestito per imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato fino a 1,5 Mld. – la seconda è Garanzia all’80% per aziende con fatturato tra 1,5 e 5 Mld o con più di 5 mila dipendenti in Italia; – la terza prevede copertura al 70% per imprese con fatturato oltre 5 Mld. In ogni caso, l’importo del prestito garantito non potrà essere superiore al maggiore di questi due elementi: 25% del fatturato 2019 oppure il doppio dei costi del personale dell’impresa relativi al 2019, come da bilancio o da dati certificati (se l’impresa è nata dopo il 31 dicembre 2018 si fa riferimento ai costi del personale attesi per i primi due anni di attività). L’impresa che beneficerà della garanzia (o altre imprese del medesimo gruppo) non potrà né distribuire dividendi nè riacquistare proprie azioni nel corso del 2020, sarà chiamata ad assumere l’impegno a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali e dovrà inoltre rispettare una clausola made in Italy, finalizzando il finanziamento solo per attività localizzate in Italia.
    I prestiti vanno restituiti in sei anni, con pre-ammortamento possibile fino a due anni (sempre con limite massimo di 72 mesi).
    2. Articolo 13 – Fondo centrale di garanzia PMI Per le imprese aventi fino a 499 dipendenti la garanzia del Fondo centrale per le PMI viene concessa gratuitamente, nella misura del 90%, con importo massimo garantito elevato a € 5 Mln e concessa su finanziamenti a 6 anni il cui importo dovrà essere inferiore:
    • al doppio della spesa salariale annua del beneficiario (compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell’impresa ma che figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti) per il 2019 o per l’ultimo anno disponibile. Per le imprese costituite dal 1º gennaio 2019, l’importo massimo non può superare i costi salariali previsti per i primi due anni di attività;
    • 25% del fatturato del 2019 (da ultimo bilancio o da ultima dichiarazione fiscale presentata);
    La garanzia è concessa anche in favore di imprese che presentano dopo il 31 gennaio 2020 esposizioni nei confronti del finanziatore classificate come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate”.In generale sono previste forme differenti a seconda della dimensione della Pmi.
    Per i soggetti di minori dimensioni, ovvero piccole società ma anche lavoratori autonomi o professionisti, la forma tecnica più adeguata e veloce sembra essere quella dei miniprestiti di cui alla lettera m), dell’art. 13.
    Questi non possono superare l’importo di 25.000 euro (anche in concorso fra più banche come chiarito dalla Guida operativa consultabile sul sito del Fondo di Garanzia) e devono comunque essere parametrati al 25% dei ricavi. Su questa modalità le banche sono attive e i meccanismi paiono già rodati.
    Per soggetti dimensionalmente più grandi, fino a 3,2 milioni di ricavi, vi è la possibilità di ottenere un finanziamento al massimo di 800.000 euro in base alla successiva lettera n), dell’art. 13, garantito al 90% o al 100% con intervento di Confidi o soggetto analogo.